Cosa vedere a Chiusa di San Michele

Chiesa parrocchiale di San Pietro Apostolo
 
La Chiesa Parrocchiale di S. Pietro Apostolo  sorge maestosa nel punto più elevato all'interno dell'abitato. L'edificio fu costruito tra il 1796 ed il 1825, sul sito di una chiesa più antica. Edificata su disegno dell’architetto locale Giovanni Pietro Riva.
La Chiesa di tipico stile barocco, presenta particolari aspetti di interesse artistico, sia esternamente che internamente, riportati in bella evidenza dal recente restauro: la facciata comprende due nicchie nelle quali trovano posto le due statue di San Pietro e San Paolo. All’interno è possibile ammirare i dipinti del pittore Luigi Morgari e un prestigioso altare barocco.
Adiacente alla Chiesa, sul lato sud-ovest, troviamo il maestoso campanile, alto 36 metri, la cui guglia in legno, ricoperta di lamiera ospita una prestigiosa croce di ferro.
Nella piazza antistante sorge un'antica fontana in pietra del 1722 dallo stile architettonico particolare la cui acqua è molto apprezzata.
  
Chiesetta di Santa Croce
 
Al termine di Via Longobardi si incontra la Chiesetta di Santa Croce, così chiamata perchè vi a partire dal 1791 si conservava come reliquia un frammento della Croce di Gesù.
L'edificio, sorto su una precedente struttura con lavori iniziati nel 1732, viene benedetto nel 1740, divenendo  l'oratorio in cui possono riunirsi per le loro preghiere gli iscritti alla Confraternita di S. Croce.
L’interno, oggi ristrutturato, ha il pavimento in pietre di Barge, una volta arcuata riccamente decorata, le pareti sono arricchite da alcuni quadri e dalle icone della Via Crucis, l'altare in marmo risale al 1895. Il campanile del 1789 e le campane furono benedette da Papa Pio VII mentre si recava in Francia prigioniero di Napoleone.
  
Il borgo antico: "Il Rustico"
 
Al centro del paese, deviando dalla strada antica di Francia, si può attraversare il borgo vecchio chiamato "Il rustico" attraversato da Via dei Longobardi, sulla quale si affacciano alcune tra le più antiche case del Paese.
Le Mura Longobarde
 
Proseguendo lungo Via Barella, nei pressi del ponte del Rio Pracchio, dove ha inizio l’antica mulattiera che conduce alla borgata Bennale, vi sono dei resti di mura che fanno pensare alle celebri Chiuse longobarde e identificate dalla tradizione locale come mura longobarde.
 
Chiusa di San Michele da sempre viene associato alle fortificazioni longobarde, che servivano a difendere il Regno longobardo dal Regno dei Franchi e che secondo la tradizione storica vennero aggirate da Carlo Magno nel 773 nel celebre scontro con le truppe  longobarde di Re Desiderio. La conformazione orografica della valle, che qui presenta uno dei punti più stretti del suo tratto iniziale, tra i due speroni naturali dei monti Caprasio e Pirchiriano, tende a confermare questa ipotesi; la Cronaca dell’Abbazia della Novalesa, redatta a metà dell’XI secolo ne ricordava ancora le vestigia ben visibili.
L’attribuzione della muratura nei pressi del rio Pracchio alla celebre fortificazione non ha finora trovato riscontri archeologici. A destare interesse tra gli studiosi è invece stata in anni recenti una costruzione posta sempre lungo l'immaginaria linea di imbocco della valle, più lontano dall'attuale corso del rio e nei pressi della centrale piazza della Repubblica. Nell’'ambiente sottostante a una cappella sconsacrata, detta di San Giuseppe, sono state rinvenute infatti mura antiche, di incerta datazione, ma che possono far pensare a una fortificazione altomedioevale,
  
Ex Cappella di San Giuseppe - Planetario
Di notevole interesse archeologico sono i ruderi di un sin­golare edificio inglobato all’interno della cappella di S. Giuseppe. L’edi­ficio di culto, caratterizzato da una insolita pianta cen­trale con quattro rientran­ze curvilinee agli angoli e da una scalinata di acces­so al primo piano colloca­ta sul fianco sud, è attual­mente visibile nelle forme del suo ultimo restauro da­tato agli inizi del XIX seco­lo, quando la famiglia Can­tore di Chiusa, proprietaria dell’edificio, lo fece adibi­re a cappella con dedica a san Giuseppe.
Il recente risanamento della chiesa ha costituito l’occa­sione per le indagini arche­ologiche che hanno iden­tificato un edificio prece­dente, inglobato all’interno della più recente cappella . La più antica fase costrutti­va  oggi visibile dall’inter­no del vano inferiore, nella porzione alla base delle pa­reti sembra interpretabile come un pic­colo fortilizio a quattro tor­ri. Lo scavo archeologico ha inoltre consentito l’indi­viduazione di una muratu­ra rettilinea con andamen­to nord-sud innestata sul fianco meridionale del mo­numento antico, identifica­bile verosimilmente con la porzione della cinta difen­siva collegata alla fortifica­zione, che pur in assenza di prove sicure, può essere ipoteticamente attribuita al celeberri­mo sistema fortificato del­le chiuse.
 
Il locale superiore dell’edificio ospita un planetario dotato di un sistema proiezione digitale che permette di osservare dinamicamente la volta celeste su una cupola del diametro di 6 metri. Il planetario è normalmente aperto al pubblico con proiezioni guidate dall’associazione Astrofili di Susa la terza domenica di ogni mese dalle 10,30 alle 12, in occasioni di particolari ricorrenza e su richiesta di gruppi e scuole.
  
Museo “C’era una volta una Latteria”.
Nei locali un tempo sede dall’antica latteria sociale è stato allestito un museo di “Testimonianze di vita contadina”, che si prefigge di ricostruire, utilizzando strumenti, materiali e la memoria dei cittadini di Chiusa, gli ambienti della vita di un tempo. Sono allestiti nei locali del museo una cucina, una camera da letto, e un’aia, il centro attorno a cui ruotava tutta l’organizzazione del lavoro agricolo di  un tempo, cui si aggiunge la ricostruzione di un angolo della scuola di un tempo.
Ne risulta così un piacevole luogo di visita ricco di oggetti e di strumenti di lavoro generosamente donati dai cittadini, una mostra permanente della memoria storica del nostro paese e delle sue borgate.
 
In un locale attiguo al primo piano, è stato sistemato l’Archivio Storico del Comune di Chiusa di San Michele una raccolta di atti, studi e registri meticolosamente riordinati da Sergio Maritano e scientificamente  catalogati dagli esperti archivisti della Sovrintendenza.